Lui & Lei
Claudia si è lasciata andare (prima parte)
31.07.2025 |
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"“Vuoi essere la mia puttana per oggi?” chiesi mentre la mia lingua si intrufolava in mezzo alle sue dita..."
Con Claudia ci siamo scritti per settimane prima di vederci. L’avevo trovata su Badoo, quasi per caso. Il suo profilo non gridava attenzioni: poche foto, nessuna frase ad effetto. Ma c’era qualcosa nei suoi occhi, in quel sorriso accennato, che mi aveva colpito. E poi, certo, la sua fisicità. Era una donna molto, molto corposa, come piace a me. L’aveva scritto senza giri di parole: 1,60 per 90 chili. Alcune lo nascondono, lei invece l’aveva detto chiaramente. Non con orgoglio, ma con sincerità.Inizialmente era prudente. Guardinga. Mi faceva domande dirette, senza flirt forzati.
“Perché ti piacciono le donne come me?”
“Sai che sono sposata, vero?”
“Non stai cercando una storia semplice, allora…”
Ma io non cercavo semplice. Cercavo vero.
Le ho risposto sempre con onestà.
“Mi piacciono le donne vere. Quelle che occupano spazio, che si fanno sentire, che non devono chiedere scusa per il proprio corpo. E tu… tu mi piaci proprio così.”
Piano piano, la distanza è diminuita. Ogni sera qualche messaggio in più, qualche confidenza in più. Lei mi parlava della sua vita, del marito ormai distante, della figlia che adorava, del tempo che sembrava sempre sfuggirle tra le mani. Ma anche del bisogno, sempre più forte, di sentirsi desiderata. Viva.
Quando finalmente ci siamo incontrati, come ho già raccontato (Claudia: 90kg di donna), è stato tutto naturale. Un drink, uno sguardo più lungo del previsto, un’intesa che non aveva bisogno di troppe parole. E poi, qualche giorno dopo, il primo pomeriggio insieme in motel. Da lì, altre volte — sempre rubate. Due o tre ore ogni tanto, quando riusciva a incastrare tutto tra un impegno familiare e l’altro.
Mai una pressione da parte mia. Mai richieste. Solo presenza. E quel rispetto, mi disse un giorno, fu ciò che la fece fidare.
“Sai che potrei sparire da un momento all’altro, eppure tu non chiedi mai nulla. Questo… mi fa venire voglia di darti tutto.”
E quel “tutto” arrivò in modo inaspettato. Un giovedì sera, mi scrisse:
“La settimana prossima riesco a liberarmi per tutta una giornata. Una cosa rara. Se ti va… possiamo vivercela davvero, con calma.”
Rimasi a fissare lo schermo del telefono per qualche minuto. Era la prima volta che parlava così. Una giornata intera. Per noi.
“Sarai mia per tutto il giorno,” le risposi.
Quella mattina mi svegliai presto, emozionato come un ragazzino. Passai al bar sotto casa e presi un vassoio di tramezzini e dolcetti. Poi andai in enoteca a scegliere una bottiglia di prosecco. Nessuna pretesa: solo l’idea di rendere speciale quello che lei mi stava regalando — il suo tempo.
Ci demmo appuntamento nel parcheggio del centro commerciale, come sempre. Lei salì in macchina con un sorriso tranquillo, diverso. Senza fretta, senza tensione.
Andammo in un motel più curato del solito, una di quelle stanze con vasca idromassaggio e luci soffuse, non solo per il piacere, ma per il gusto di stare insieme davvero. Appoggiai il vassoio sul tavolino, tirammo fuori i bicchieri, ridemmo per la nostra piccola “festa segreta”
Mentre ci baciavamo lentamente i nostri vestiti finirono sulla sedia accanto. La feci sdraiare sul letto. Volevo godermi ogni centimetro della sua pelle, con calma. Cominciai a baciarle il collo, i grandi seni, la pancia e, scendendo ancora, la sua fica. Era bagnatissima e, mentre la leccavo, la penetrai con l’indice e il medio. Sentii il suo orgasmo mentre contraeva le pareti interne della fica seguito da mugugni che confermavano la sua venuta. Mi risollevai appoggiando il cazzo alla fica e mentre la baciavo lei mi sussurrò languidamente: “Scopami, voglio sentirti dentro di me!”
La penetrai con foga sempre maggiore. La scopavo cercando di andare a fondo nella sua fica accogliente aumentando il ritmo dei colpi. Vi confesso che l’unica cosa che volevo in quel momento era sborrare, tanto avevamo tutto il tempo a nostra disposizione, avevamo tutta la giornata. Quando stavo per venire mi inginocchiai davanti al suo viso segandomi con forza. La sborrata non tardò a venire. Lei aprì la bocca mentre io gli infilavo il cazzo; il primo schizzo le finì sulla guancia. Avidamente si ingoiava tutto succhiandomi la cappella per bersi fino all’ultima goccia.
Mi sdraiai al suo fianco guardandola. Era felice glielo leggevo negli occhi. Con l’indice raccolsi dolcemente la sborra che aveva sulla guancia e le avvicinai il dito alle labbra; lei aprì le labbra e prima che richiudesse la bocca la baciai, attorcigliando la mia lingua alla sua.
Per un istante lei sgranò gli occhi come a non capacitarsi del fatto che l’avevo baciata quando aveva ancora la mia sborra in bocca: “Ma… ma…”
“Non ti piace?” domandai.
“No, no anzi, è stato molto bello. Non credevo fosse possibile per un uomo…” disse con un misto di incredulità mista a meraviglia.
“Oggi abbiamo tanto tempo a disposizione e, come ti dicevo vorrei farti provare tante cose… nuove, se me ne darai la possibilità.” Lei abbozzò un cenno affermativo con la testa. “Tante cose,” continuai: “anche provare a incularti.”
“Non l’ho mai fatto…”
La baciai ancora: “Aspettami un minuto.” Mi alzai e andai in bagno a preparare la vasca idromassaggio con un bagnoschiuma profumato. Poi la presi per mano a la feci accomodare nella vasca. Io mi sedetti dietro di lei per massaggiarle dolcemente la schiena. Continuai il massaggio della schiena, ma questa volta con la mia lingua, mentre le mani palpavano il grande seno. Lei mugugnava dal piacere e allora con la mia mano destra scesi alla fica.
“Ti piace?”
“Mmmmm…. Meraviglioso…”
“Desideri qualcosa di più? Di diverso?” Domandai mentre con la lingua leccavo il collo.
“Si lo desidero.”
Mi spostai da quella posizioni e mi misi davanti a lei. Le feci allungare le gambe mettendo i suoi piedi sul mio petto. Anche se lei è la classica BBW ha delle caviglie piccole per la sua stazza e, devo essere sincero, questa sua particolarità fisica mi aveva colpito subito facendomi eccitare non poco. Cominciai a leccare i piedi e le caviglie con avidità e cercando di farlo nei migliori dei modi.
“Vuoi essere la mia puttana per oggi?” chiesi mentre la mia lingua si intrufolava in mezzo alle sue dita.
“Lo voglio…” rispose Claudia con un filo di voce. Sicuramente nessuno le aveva riservato un trattamento del genere prima, glielo leggevo in faccia che era la sua prima volta.
“Allora sditalinati mentre io ti lecco i piedi. Voglio sentirti urlare mentre vieni, lasciati andare…”
Mentre io continuavo a leccare i suoi piedi, la pianta, le dita, le caviglie, lei si stava masturbando con foga e con una intensità sempre maggiore, fino alla sua venuta che fu accompagnata da un urlo (un po’ trattenuto a dir la verità). Lasciò cadere la testa all’indietro ansimante. Mi avvicinai e la baciai e lei mi abbracciò. Restammo così qualche minuto prima di rialzarci e asciugarci. La presi per mano e la riaccompagnai in camera e dopo averla fatta sdraiare le dissi: “Vuoi ancora essere la mia puttana?”
“Sì… sì…”
“Allora girati a pancia in giù e fatti inculare” le dissi mentre la baciavo. Lei abbozzò un sorriso. “Voglio sentirtelo dire. Se sei la mia puttana, me lo devi dire…”
Claudia, molto probabilmente, si sentiva ancora un po’ in imbarazzo. Si percepiva che non si era mai spinta oltre il classico rapporto sessuale con suo marito e tutte queste novità la stavano prendendo in contropiede.
“Sì, lo voglio.”
“Dimmelo.”
“Voglio essere inculata.” Rispose lei. “Voglio essere inculata.” Ripeté con fermezza.
La bacia ancora e le accarezzai con dolcezza la guancia mentre la facevo girare a pancia in giù. Comincia a leccare le enormi natiche di Claudia per poi, allargandogliele, arrivare al suo culo. Leccavo intorno al buco alternando la leccata con la punta a quella con la lingua completamente aperta. Mi intrufolavo all’interno spingendo la lingua nel suo buchetto. Le presi le mani facendogli capire di tenersi lei aperte le natiche cosicché io avevo le mie libere di preparare il suo culo alla penetrazione. Volevo fare tutto con molta calma, doveva essere per lei un’esperienza sublime. Cercavo di salivare al massimo il suo culo e infilando la prima falange del mio dito “sentivo” se lei era contratta. Se non lo era infilavo sempre più il dito e nel caso sentivo un minimo di contrazione uscivo e leccavo ulteriormente il suo culo. Ho continuato così, alternando la lingua al dito, finché non sentivo più nessuna contrazione da parte del culo di Claudia.
Era pronta.
Dopo aver salivato per bene il mio cazzo, lo appoggiai sul buchetto spingendo la cappella. Non sentendo contrazione spingevo sempre di più, delicatamente e senza mai forzare. Spingevo sempre di più, sempre di più.
“Lo senti?” domandai.
“Sta entrando, lo sento.” Mugugnava.
Non sentendo nessuna opposizione comincia a pompare, prima dolcemente e poi sempre più con foga e con colpi sempre più decisi e in profondità. Il suo culo rispondeva bene, non era contratto e quindi potevo spingere senza nessuna remora. Sentivo che Claudia ansimava sotto i colpi del mio cazzo, stava avendo un orgasmo.
“Sei una puttana,” gli dissi. “Sei una puttana. Fatti inculare come una puttana. Godi come una vera troia!”
Questa volta urlò tutto il suo piacere mentre stava venendo e a questo punto gli assestai un ultimo colpo in profondità. Rimasi così senza muovermi, mentre baciavo il suo collo.
Dopo esserci girati e abbracciati lei mi prese il cazzo in mano e cominciò a segarmi con delicatezza. “Voglio la tua sborra.”
Scese giù e cominciò a spompinare alternando succhiate di cappella e pompate di cazzo in gola. Le misi la mano sulla testa per aiutarla a pompare e per spingerle il cazzo in gola senza però farle venire dei conati. Continuai fino alla mia venuta. Le tenevo la testa con il cazzo che pulsava mentre sborrava mentre ingoiava tutto.
Ci abbracciammo soddisfatti e le sussurrai: “Com’è essere la mia puttana?”
“Meraviglioso…”
“E farti inculare?”
“Non credevo di godere così tanto, anzi avevo timore di provare fastidio. Invece sei stato meraviglioso, dolcissimo.”
Mi alzai, presi i due calici di prosecco e mi riaccomodai accanto a lei che si appoggiò su un gomito di lato. “Brindiamo a noi.” Dissi sollevando il calice
Ammiravo la sua stazza, i grandi seni che ricadevano sotto il proprio peso, la pancia che si adagiava sul letto, i fianchi enormi ma estremamente accoglienti e le enormi cosce che erano ripiegate una sull’altra.
“E dimmi… adesso che sei una brava puttanella… cosa ti piacerebbe provare?”
Lei mi guardò con quei suoi occhioni, sorrise e domandò: “Posso chiederti tutto?”
“Certamente, tutto quello che desideri.”
Attese qualche secondo, come se ci dovesse pensare su ulteriormente.
“Mi piacerebbe…”
FINE PRIMA PARTE
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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